Le due direzioni del viaggio

Viaggio di andata verso il Senegal

Tra le possibilità di esperienza e formazione proposte dalla mia realtà artistica “traquerciaebaobab” c’è anche il viaggio in Senegal che ogni anno apro a un gruppo scelto di viaggiatori che desiderano scoprire questo Paese in una modalità non prettamente turistica.

Si parte per incontrare un mondo completamente nuovo, alloggiando in una o più case di famiglie del posto, mettendosi in ascolto di quello che l’incontro con una realtà così diversa muove in noi.

Ma anche viaggio di andata verso l’Italia…

Con il tempo ho realizzato che non ci sono viaggi di andata e viaggi di ritorno ma sempre viaggi di sola andata. Perché anche quando si torna a casa, si torna comunque in un posto che non è più quello di prima, dove se anche il “fuori” non è cambiato, il nostro “dentro” sicuramente sì.

Per me il Senegal è un “di là” che è diventato anche una parte autentica del mio “di qua”. A febbraio 2023, al ritorno dal mio ultimo viaggio raccontavo e pubblicavo queste parole:

Italia – Arriva puntualmente il momento in cui ci dividiamo. La corsia dei passaporti europei e l’altra. Se un attimo prima eravamo tutti uguali ora i nostri documenti hanno la meglio e decidono chi passerà senza controllo e chi no. Prendo il mio Passaporto Reale e passo.

Poi il bagno dell’aeroporto per mettermi le calze, tolgo dalle scarpe dei piedi che non sembrano miei, li osservo di un colore strano, sembravano normali sopra quintali di sabbia ma mi rendo conto solo ora di quanto il loro colore marrone stoni con il bianco luccicante delle piastrelle. E ancora il water senza doccino per lavarsi, fino a un attimo fa così normale per un musulmano, così casa, certo sì, qui di Islam neanche l’ombra.

E poi il mio vestito lungo, così mio, che però qui parla di un altrove eppure anche qui c’è un pezzo di casa autentico.

Al di là delle porte dell’aeroporto il freddo mi penetra nel corpo, sotto la pelle, e fa male come se non l’avessi mai sentito prima. A fatica raggiungo il mio letto: c’è un silenzio irreale, questa terra anziana sembra morta mentre “di là” il suono non accenna un momento a tacere e nella notte l’aria brulica di preghiere e attività e siamo sempre trentenni forti, operosi e guardiamo al futuro.” (i miei diari di viaggio)

( Puoi trovare qui l’articolo completo che racconta del viaggio: http://traquerciaebaobab.com/2023/02/27/senegal-spunti-di-viaggio/)

Tra le varie possibilità di crescita che offre un viaggio c’è questa grande opportunità: fare esperienza di qualcosa che può essere conosciuto solo con il corpo. Nessun racconto, nessuno studio, anche se fondamentali per comprendere a livello razionale, potranno mai sostituirsi al lavoro dei cinque sensi.

E così quando due giorni fa è arrivato in Italia Pape, il mio figlioccio di 19 anni, quella parte di me che ha sperimentato e vissuto si è accesa e si è incontrata con lui in un terreno comune. Ho riconosciuto il suo senso di straniamento di fronte al silenzio delle strade, di fronte alle infinite varietà di formaggi al supermercato. Ho riconosciuto la sua voglia di imparare subito ad usare la forchetta ed il coltello come anche io ho fatto quando si è trattato di mangiare con le mani. Ho riconosciuto il suo non dormire dopo ore di viaggio per non perdersi nemmeno un centimetro di strada nel tragitto in auto dall’aeroporto a casa, gli occhi fissi tutto intorno per osservare, incamerare quelle nuove immagini, quella nuova luce, quel nuovo mondo.

Non è sempre stato così, al ritorno dei miei primi veri viaggi la mia esperienza era sicuramente più filtrata dalle certezze del mio mondo interiore, l’Altro aveva autenticamente poco spazio dentro di me. Non è stato facile imparare a mettermi da parte, smettere di guardare l’Altro secondo i miei bisogni, ma questa è la vera opportunità che il viaggio ci offre: tornare feriti, sanguinanti, di un sangue che scorre, che è vita, perché lì dove siamo stati feriti dalla potenza del diverso inizierà un processo in cui la ferita potrà trasformarsi in una luminosa feritoia da cui avere un’ulteriore visione del mondo.

…Non c’è viaggio senza prezzo da pagare e non solo quello del biglietto!

Per avere informazioni sul mio prossimo viaggio in Senegal scrivi a : alicebettinellistaff@gmail.com

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