Bocche chiuse e respiri corti

Fai un video della parte superiore del tuo corpo mentre leggi qualcosa ad alta voce ed osserva attentamente la bocca, la mandibola, il collo e il petto. Se la sensazione visiva è quella di un blocco unico, chiuso, se il petto si alza quando respiri e la voce sembra cadere a un passo da te, invece di volare lontana verso l’infinito allora non c’è dubbio: hai bisogno di imparare ad aprire il tuo strumento e di coordinarlo con la respirazione.

La bocca ed il respiro sono due elementi davvero importantissimi quando parliamo che non impariamo ad usare! Anzi, spesso siamo talmente distanti dall’uso consapevole di questi due strumenti che ci si rivoltano contro. Perché per farci sentire dagli altri finisce che sforziamo, spingiamo la voce a partire dalla gola (e tutta la muscolatura collegata) con il risultato di stancare la voce, aumentare insicurezza e stress che a loro volta vanno a pesare proprio su bocca e respiro. La mandibola si serra ancora di più, il respiro si accorcia, pensiamo di non essere “portati” nelle discipline che coinvolgono la voce o di avere dei difetti congeniti. Capita a volte di perdere la voce, una condizione frustrante che ci tocca nel profondo, che può diventare un ostacolo nella gestione della vita di tutti i giorni.

Molte volte non c’è un problema serio, anzi forse c’è, ma non è legato al nostro corpo: è il fatto che non ci sia nella nostra società un’educazione alla parola; il parlare segue il ritmo frenetico del nostro vivere quotidiano, diamo per scontato che parlare sia qualcosa di naturale e quindi non diamo la giusta importanza a tutte le implicazioni fisiche ed emotive. Parlare in effetti è qualcosa di naturale ma se il contesto è “malato” allora è fondamentale non farsi trascinare.

Quando le persone mi chiedono un aiuto, la prima parte del lavoro che facciamo insieme è “semplicemente” un lavoro di decostruzione. Andiamo cioè piano piano a scoprire tutti i meccanismi di troppo che interferiscono e che ci siamo cuciti addosso ma non sono utili, anzi. Partiamo dall’osservazione semplice di ciò che avviene nel corpo, nel cuore e nella mente quando utilizziamo la parola. Proviamo a trovare una risposta che sia una regola generale ma soprattutto che sia adatta all’unicità di quella persona. Perché ognuno di noi non è una scatola vuota ma si porta dietro un bagaglio di esperienze, abitudini, paure che sono inevitabilmente coinvolte nella ricerca del nostro percorso vocale.

Come possiamo lavorare insieme?

Per prendere consapevolezza ci vuole davvero poco. Possiamo lavorare in gruppo o individualmente, online o di persona. A seconda della modalità, cambiano anche le priorità.

Nel lavoro online la priorità è data a:

  • approfondimento del proprio bagaglio emotivo
  • come entrare in empatia con un testo
  • cantilene, difetti di pronuncia, osservazione della propria musicalità nel parlato
  • elementi base di tecnica per una lettura consapevole

Nel lavoro in presenza la priorità è data a:

  • percezione del proprio corpo
  • presenza scenica
  • gestione della voce e del respiro

Quali corsi puoi seguire?

Già disponibili ci sono i pacchetti di lettura espressiva online o in presenza: modulo base(5 incontri), secondo modulo (6 incontri), modulo tecnico (5 incontri) a seconda del tuo livello e dei tuoi bisogni.

Sono sempre disponibile per i percorsi individuali sulla voce da personalizzare.

Per avere più informazioni scrivimi a alicebettinellistaff@gmail.com

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