A una settimana dall’inizio della rubrica “Dalla voce alla luce” si è mosso tantissimo fuori, e soprattutto dentro di me. Ogni video girato, programmato e pubblicato porta in primis me a fare un po’ più di chiarezza rispetto a dove sto andando, a qual è la direzione del percorso.
Fondamentali sono le interazioni con chi mi sta seguendo: i commenti nel gruppo di WhatsApp in particolare mi stanno accompagnando dentro un bel viaggio condiviso e rinnovo l’invito a tutti a partecipare!
Ed ora questo viaggio si fa sempre più denso e rarefatto allo stesso tempo: puntiamo dritti verso la luna piena. Giorno dopo giorno proporrò contenuti che vibrano sempre un po’ più in alto, e vanno sempre un po’ più nel profondo dei cuori di chi ascolta e nel mio, per poi riscendere verso la terra dopo la metà del mese con argomenti più concreti e quotidiani, fino ad aprirci al buio della luna nuova.
So che per la maggior parte di voi questo è un periodo particolarmente importante dal punto di vista spirituale, che spesso però patisce la frenesia e il caos del mondo, paradossalmente in maniera maggiore di altri momenti non altrettanto importanti. La mia rubrica punta ad offrire uno spazio di raccoglimento.
Ci sono stati tempi e luoghi, a differenza di oggi, in cui agli artisti era riconosciuto esplicitamente il compito di “curare” la società attraverso il loro servizio: reinterpretare e comprendere il mondo, camminare insieme nella nostra umanità ritagliandosi spazi di bellezza.
Nel corso del mio lavoro mi è stato sempre più chiaro che i bisogni di chi mi contatta sono fondamentalmente riconducibili a questo: potersi esprimere armoniosamente, trovare la strada della propria voce, ritrovare una dimensione di libertà bambina, e nel fare questo molti di essi spargono nella mia sala prove perle preziosissime di cui loro per primi sono spesso inconsapevoli. Da questi incontri esce sempre più con chiarezza quanta poesia timida e nascosta esiste nella quotidianità. E questa è un’evidenza che vorrei portare a tutti quelli che anelano al cambiamento, al nuovo, riprendendo il mio ruolo originario di “artista, curatrice di anime”.
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