Andiamo in Senegal

Benedici questo popolo

e con lui tutti i popoli d’Europa, tutti i popoli

d’Asia, tutti i popoli d’Africa e tutti i popoli

d’America che sudano sangue e sofferenze.

E in mezzo a questa miriade di onde, vedi le teste

agitate del mio popolo.

E fa che le loro mani calde stringano la terra

con una cintura di mani fraterne

sotto l’arcobaleno della tua pace.” (Sédar Sengor)

In mezzo a tante onde diverse Sengor (primo presidente del Senegal), riconosce quelle del suo popolo, ne sente l’appartenenza, aprendosi allo stesso tempo all’incontro e al dialogo con l’Altro. Lui, co-ideatore del progetto che oggi si chiama Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF), nello scorso secolo ha costruito la sua strategia politica in nome del dialogo, utilizzando propriamente e valorizzando la lingua dei colonizzatori (il francese) per veicolare fuori dal suo Paese i valori del suo popolo.

Africa ed Europa, due pianeti a confronto, due colossi che sembrano scontrarsi quando al contrario contengono in sé una grande medicina l’uno per l’altro.

Ed è con questi due elementi principali, conoscenza e rispetto delle proprie radici e apertura autentica verso l’Altro che apro una nuova possibilità preziosissima di viaggio in Senegal per il mese di aprile.

Come sapete il viaggio che propongo non è turistico ma è un’occasione unica ed intensa per entrare a contatto con la realtà senegalese, lasciarsi attraversare, approfittare della potenza di Mamma Africa cercando un dialogo autentico dove anche noi “bianchi” abbiamo la possibilità di essere preziosi compagni di viaggio e creare legami sinceri con la gente del posto e non essere percepiti solo secondo lo stereotipo del ricco europeo portatore di soldi!

Il viaggio prevede di vivere presso una famiglia locale che ci ospiterà in totale sicurezza, oltre che qualche giorno nel villaggio natio di mio marito che si trova nell’interno, in una zona meravigliosa dal punto di vista naturalistico e dove i turisti non hanno di solito la possibilità di essere ospitati. Il Senegal come tutti i Paesi è costituito da zone più turistiche e zone più autentiche che possono essere conosciute solo tramite gli abitanti del posto.

Il mio ruolo è quello di fare da anello di congiunzione e mediazione culturale e linguistica. Il viaggio ha una durata di due settimane e prevede, oltre l’alloggio in famiglia (parte fondamentale dell’esperienza che permette di assistere alla vera vita senegalese), alcune tappe più culturali (visite a luoghi importanti dal punto di visto storico), alcune più naturalistiche (che comprendono anche giorni di relax al mare) e volendo anche una tappa spirituale nella città santa (qualora ci fosse interesse).

Come per i precedenti meravigliosi viaggi che ho avuto l’onore e il piacere di guidare, non mi dilungherò qui in spiegazioni troppo dettagliate.

Chiedo invece a chi fosse interessato, anche solo di saperne di più, di scrivermi in privato all’indirizzo alicebettinellistaff@gmail.com. Invierò il programma completo. Il viaggio verrà confermato entro la fine del mese di febbraio e partirà al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.

Jerejjeff, un grazie di cuore.

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