Due anni fa ho scritto un testo teatrale nell’ambito di un corso di Diploma in Scienze Islamiche presso IISA (Istituto Islamico di studi avanzati)che provava ad indagare sul senso profondo e spirituale del canto.
Avevo in mano un testo e poco altro e il forte desiderio di trasformarlo in uno spettacolo che potesse essere libero dalle logiche del mercato ma distribuibile e condivisibile.
Ho così promosso una raccolta fondi a cui hanno aderito molte persone tra voi e ho raccolto 1000 euro che mi hanno permesso di debuttare con un’anteprima in Lombardia.
La forza delle belle persone, del popolo, il potere che dal basso sostiene…
Quel giorno tra il pubblico c’era Massimiliano Foà, regista, venuto da Napoli proprio per assistere alla mia anteprima (non si sono mossi altri teatranti o registi a me vicini). Da quel momento è iniziata un’avventura per me di grande crescita ed arricchimento. Lo spettacolo è diventato una produzione di “Casa del Contemporaneo” di Napoli, con la regia di Massimiliano Foà, le musiche di Massimo Cordovani, il mio testo e la mia recitazione. E a breve entreranno nel gruppo lo scenografo e il tecnico. Il debutto ufficiale è previsto per ottobre 2024.
Nel raccontarvi questa bella storia potrei mettere l’accento su molti aspetti ma ho deciso di soffermarmi su quelli che sono stati questi ultimi giorni di prove a Napoli.
Immersa nella luce del sud, nella sala prove del meraviglioso Massimo Cordovani e sostenuta dalla fiducia e dalla guida di Massimiliano Foà ho lavorato per due giorni ad alcuni brani che inseriremo nello spettacolo, da Bob Marley ad Handel, improvvisando, dialogando con gli strumenti. Nell’affidamento c’è stato spazio per la bellezza, per la scoperta che il canto è molto più che posizioni della bocca e del diaframma, note ed intervalli. Nell’ascolto c’è stato il rispetto dei tempi reciproci, l’assenza di giudizio e l’accoglienza dei propri punti di debolezza. Nella bellezza ci sono stati sorrisi e meraviglia quando alla fine di un brano improvvisato insieme ci siamo ritrovati emozionati.
Tra noi in realtà ci conosciamo poco, ci vediamo e frequentiamo solo nell’ambito delle prove, ma quando dialoghiamo con la musica ci riscopriamo e ri-conosciamo, parlando attraverso un linguaggio che salta tutte le presentazioni e va dritto al cuore, e siamo un tutt’uno.
Fratelli nell’umanità. Alhamdulillahi rabbil alamin
…E noialtri uniti qui dal filo conduttore della voce e dell’arte.
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