I miei ospiti!

Continuano i miei piccoli passi verso l’incontro, lo scambio, la conoscenza. In questi ultimi mesi il mio lavoro principale è stato quello di provare a mettere a fuoco il mio ruolo, di capire come comunicarlo prima di tutto a me stessa e poi agli altri.

Ne è risultato un quadro che mescola e dà forma al mio percorso artistico e vocale, là dove la voce è strumento, comunicazione, insegnamento, autenticità, spiritualità.

Il cammino si crea camminando, e quando la strada è nuova, non tracciata, è importante far dialogare le parti di sé perché possano sintetizzarsi in un tutto originale!

E così in questi mesi di grande lavoro mi sono fatta coraggio per darmi voce e ho progettato qualcosa a cui tengo particolarmente ma che non avrei mai immaginato di riuscire a fare: ho contattato degli ospiti, delle persone che stimo per il loro impegno artistico, culturale, sociale e ho chiesto loro di concedermi un’intervista attraverso delle dirette Facebook.

Ho buttato il cuore oltre l’ostacolo e ho deciso di mettermi in gioco intessendo legami, bussando alle porte e provando a portare un mio punto di vista.

Superfluo dire quanto sarebbe importante per me la vostra partecipazione alle dirette: perché come dico spesso ai miei allievi, bisogna lavorare perché la voce arrivi chiara e comprensibile ma allo stesso tempo è fondamentale la presenza di orecchie capaci di ascoltare! Le vostre interazioni sono per me la bussola, la lanterna che illumina il cammino e mi aiuta a capire se sono sulla buona strada.

La prima intervista delle quattro che sto progettando sarà durante il mese di marzo (a breve vi dirò la conferma della data) e vedrà protagonista una donna molto speciale che si chiama Edvige Marino.

Evri Day (il suo nome d’arte) è una delle pochissime donne occidentali che a mio avviso stanno lavorando con grande serietà ed umiltà per diffondere una danza che nasce in Senegal, il Sabar, con rispetto per la tradizione ma nello stesso tempo cercando una forma di autenticità nel riprodurre e ballare questa danza in Italia.

Un’intervista che può coinvolgere tutti gli amanti della danza, dell’ Africa, ma anche tutte le persone che sentono il bisogno di aprirsi alla bellezza della complessità del nostro mondo attuale. Perché è con la conoscenza e l’incontro che abbattiamo paure, luoghi comuni, gabbie e bugie sull’Altro.

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