Diretta del 28 marzo

Il Sabar è una “danza” conosciuta da tutti in Senegal e praticata in modo più o meno consapevole…il Sabar è un’espressione di tipo popolare, che io incontrai per la prima volta in strada: infatti la si può incontrare anche casualmente, passeggiando per le strade di Dakar, in feste, matrimoni, battesimi. E prevede un uso del corpo e dell’energia davvero lontana, ad un primo incontro, da qualsiasi modalità vissuta per esempio qui in Italia. Posso dire che la prima volta che vidi ballare il Sabar in mezzo ad una strada (nonostante a teatro di cose ne avessi viste! ) rimasi a bocca aperta.

La prima delle quattro interviste alle quali sto lavorando sarà giovedi 28 marzo alle 18.00 su Facebook. Vi aspettiamo, Edvige Marino ed io, per accompagnarci, per condividere se vi va con domande e interazioni.

La diretta sarà dedicata al Sabar e in particolare a come viene sviluppato e quali risvolti sociali e culturali fa nascere in Italia.

E questo è un discorso che mi tocca da vicino: infatti la mia ricerca artistica è volta a ricercare modalità comunicative autentiche e in dialogo con la nostra attualità, ad osservare le dinamiche che si creano dall’incontro di elementi culturali diversi ed è una ricerca che faccio quotidianamente anche con chi viene a studiare da me.

Ma perché iniziare proprio con questa intervista? Ci sono alcuni punti fermi intorno ai quali si snoda la mia ricerca: la mia formazione artistica, l’Islam e la sua spiritualità e il tema dell’incontro con il Senegal.

La connessione con Edvige e la sua esperienza di Sabar racchiude tutti questi elementi.

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