Alle cinque e 15 minuti di oggi gli uccellini hanno cominciato a cantare e per noi è iniziato il digiuno che durerà fino alle 18.20 circa, quando il sole comincerà a calare.
Siamo infatti nel mese di Ramadan, nono mese del calendario islamico, un mese particolare in quanto è per i musulmani il mese sacro durante il quale è avvenuta la prima rivelazione della Parola di Dio a Mohammed (pace e benedizioni su di lui).
La vita durante questo mese è molto particolare, l’aspetto più forte è quello della pace interiore che accompagna i credenti che cambiano le loro abitudini e in questa nuova routine si sentono completamente abbandonati e nella fiducia più totale. Un’esperienza incredibile!
Perché vi racconto questo? Negli ultimi anni la mia spiritualità ha preso una direzione precisa, quella islamica, parola che probabilmente arriverà come qualcosa di forte a chi di voi non ha conoscenza in merito se non quella passata dai canali di informazione di massa. Non entro in questo discorso, se vi interesserà vi condividerò le interviste di un bellissimo progetto al quale ho partecipato fatto dalle Università di Padova, Palermo e Napoli sulla vita e spiritualità dei musulmani in Italia: una fonte che trasmette un quadro articolato e veritiero dove poter entrare in contatto in maniera più autentica con il modo musulmano, molto sfaccettato, dove musulmano non è sinonimo di terrorista ma neanche di arabo (mi scuso se pronuncio queste parole una vicina all’altra ma sono i luoghi comuni più raccontati).
Per quanto mi riguarda ho intrapreso il percorso artistico e teatrale dopo il Liceo Classico perché a quei tempi dicevo di voler “Trovare la bellezza”. La spiritualità è sempre stato un forte bisogno per me ed è stato sempre il motore del mio percorso artistico, finché ad un certo punto ha trovato una forma che mi corrisponde perfettamente: l’Islam. Vorrei raccontarvi molte cose e a richiesta lo farò.
Il punto centrale di oggi è però un altro: un podcast. Vorrei presentarvi e raccontarvi di questa avventura, il desiderio da parte mia di creare una sintesi tra tutte le parti di me che premono per nascere in forma nuova, sono sempre io ma in una versione migliore di me, più complessa e consapevole, dove niente è lasciato da parte o nascosto.
Con Leila Garsi, che viene dal mondo accademico ( e lo si può comprendere ed apprezzare nei suoi interventi all’interno del podcast), abbiamo progettato una serie di appuntamenti che hanno come ingredienti:
- la voce, materia su cui lavoriamo entrambe in modalità diverse ma simili
- la spiritualità, che condividiamo
- l’intercultura, che condividiamo
- la narrazione attraverso racconti, che condividiamo con competenze diverse.
Spero che questo podcast vi possa trasmettere spunti interessanti. A me ha permesso di armonizzare parti diverse di me, e cammin facendo e prendendo un po’ la mano, conto di inserire anche momenti che valorizzino la mia professionalità artistica uscendo dal confronto verbale e portando esempi pratici e letture.
Il podcast ha un carattere molto informale, una chiacchierata, e per questo ho scelto di portare me stessa anche nell’utilizzo della mia voce, come i miei alunni potranno notare non utilizzo la dizione ma la mia parlata regionale. Se può essere utile posso invece utilizzarla a partire dalla prossima puntata.
In questo caso specifico vi chiedo di scrivermi e darmi dei rimandi, perché questo progetto ha un valore molto grande per me, in primis perché mi permette, finalmente, di espormi esplicitamente nella mia integrità.
E’ un atto d’amore verso Dio misericordioso, verso me stessa e verso i miei cari alunni con i quali ho condiviso e spero condividerò ancora, momenti emozionanti, fondanti per la mia vita.
Ecco il link al podcast:
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