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Risvegli Vocali
Se andare incontro all’autunno ci porta verso una dimensione di maggiore raccoglimento, di luce che diminuisce e di voglia di lunghe dormite in armonia con il resto della natura, è vero anche che questo è proprio il momento di andare a risvegliare piano piano una parte di noi che fiorirà in primavera.
Quel suono profondo, che vibra dentro di noi, che racconta e svela chi siamo a noi stessi e al mondo e che amplia le nostre possibilità di relazione. Lo senti? Sono sicura che se tendi il tuo orecchio interiore sentirai la tua vibrazione più nascosta.
La nostra voce, il nostro suono ci raccontano tantissimo di noi e molteplici sono le possibili applicazioni di una voce consapevole nel mondo.
Dal canto al racconto, alla possibilità di farsi ascoltare nei diversi contesti in cui interagiamo, al privilegio di stare meglio con se stessi.
Quanti pregiudizi abbiamo nei confronti di noi stessi e della nostra voce? Quante esperienze hanno determinato in modo inconsapevole la nostra voce di oggi?
Ti hanno detto di avere una brutta voce? Da bambino ti impedivano di alzare la voce? Ti hanno detto che sei stonato? Quanto altro ancora?
“Risvegli Vocali” è un percorso individuale o per piccolissimi gruppi di solo due o tre persone nel quale andremo a scoprire la meraviglia della tua voce e tutti i falsi miti che ti sei costruito su di essa.
E’ altrettanto aperto agli adulti ed ai ragazzi a partire dai dieci anni.
Ti lascio con questa immagine:
Sarà come aprire la porticina che introduce nel giardino incantato al quale “Alice nel Paese delle Meraviglie” è stata iniziata. Solo quando ha assaggiato quel fungo che le ha permesso di raggiungere la giusta altezza è riuscita finalmente ad oltrepassare quella porta e…magia!
Scrivimi a bettinellialice@gmail.com per fare un incontro di prova dove raccontarmi della tua voce. Sono qui per accoglierti.
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Ultima chiamata!
Quanti modi esistono per dire la parola “me”? E’ davvero sorprendente realizzare che ne esistono tanti quante sono le persone che la pronunciano.
“Immaginate una persona di 1,80 m e che pesa più di 90 kg e una piuttosto minuta , alta circa 1,50 m che pesa meno di 45 kg. Possiamo affermare che ogni individuo ha in un certo senso un apparato fonatorio diverso e di conseguenza da un punto di vista fisico pronuncerà i suoni in modo diverso. Ci saranno quindi potenzialmente migliaia di modi fisicamente diversi di dire una semplice parola come “me”. Per di più, non soltanto esistono milioni di apparati fonatori diversi l’uno dall’altro, ma ciascun individuo non pronuncerà la parola “me” in una maniera fisicamente identica ogni volta che la ripete. Ovvie differenze si riscontreranno quando questa persona stia urlando, o si sia appena svegliata, o sia molto raffreddata” (tratto da Introduzione alla linguistica di George Yule).
Lo studio della parola, della voce, del nostro modo di comunicare è quindi un lavoro di tipo teorico ma in gran parte artigianale, frutto di una scoperta guidata che non può prescindere dal nostro strumento fisico. Si tratta di un vero e proprio accompagnamento all’interno del proprio labirinto corporeo.
E quando il lavoro si fa in gruppo allora si può godere del grande piacere di osservare e scoprire le differenze e i punti in comune ispiratori caratteristici dei percorsi altrui.
Sabato 27 luglio dalle 10 alle 17 avremo la possibilità di lavorare insieme presso il C.I.Q. , il Centro Internazionale di Quartiere in via F. Massimo a Milano e questa è la mia ultima chiamata, le iscrizioni chiudono domani!
Ti ricordo che puoi iscriverti scrivendomi a bettinellialice@gmail.com.
In questi mesi ho avuto il piacere di conoscere molte persone nuove che hanno deciso di intraprendere dei percorsi di studio con me e per me è stata occasione di grande arricchimento personale e professionale. Grazie!
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Tra corpo e voce
Perché Alice hai deciso di proporre uno stage il 27 luglio a Milano?
Saranno tutti in vacanza!
Eppure gli stage estivi sono tra quelli che ricordo con più emozione… Milano semivuota, vestiti leggeri, tempi più rilassati che si vedono anche sui volti di chi partecipa, al ritorno da una vacanza o in procinto di partire.
E questa energia si riflette nel lavoro.
Tante volte ho usato l’espressione “la voce è corpo”, non perché suggestiva ma perché è concretamente così: la voce è corpo perché esiste e si caratterizza proprio in base al corpo di ognuno di noi. Non è quindi strano che per lavorare sulla voce, per curarla, per potenziarla, per valorizzarla, si debba partire dando uno sguardo al luogo in cui la voce nasce: il corpo con le sue casse di risonanza, con i suoi blocchi, con la sua postura, e anche con le sue ferite emotive, i pregiudizi e gli schemi di pensiero che ci siamo incollati addosso.
Cosa faremo il 27 luglio? Osserveremo…andremo alla scoperta dei punti corporei che entrano molto in gioco quando utilizziamo la voce e proveremo a renderci consapevoli di come funzioniamo.

E dove si trova questo C.I.Q.? Per chi non lo conoscesse è il Centro Internazionale di Quartiere che si trova in via F. Massimo a Milano, proprio vicinissimo alla fermata della metro Porto di Mare, un posto bellissimo pieno di arte, musica, teatro, cultura.
E dopo lo stage dai un’occhiata al programma del C.I.Q. che è sempre ricco di concerti, e c’è anche il ristorante multietnico, così puoi finire al meglio il tuo sabato sera.
Lo stage è aperto a tutti, ma proprio tutti: principianti, amatori, professionisti della voce e della comunicazione (insegnanti, psicologi e ovviamente attori), perché non c’è un livello quando si impara a riformulare sempre, nel qui ed ora, le domande giuste al nostro corpo.
Per darmi la possibilità di studiare il gruppo che andrà a formarsi e concentrarmi sui bisogni principali ho bisogno di sapere con un po’ di anticipo chi saranno i partecipanti. Le iscrizioni sono già aperte.
Scrivimi a bettinellialice@gmail.com per saperne di più o per iscriverti.
Il costo per la giornata di lavoro è di 50 euro.
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In-canto e voci
Canto, canto e ancora canto! Quando la voce segue una forma per abbellire un significato, per esprimere in maniera ancora più intensa quello che prova, allora nasce il canto, un bisogno così antico e così naturale tanto da appartenere a tutte le creature! Avete mai provato a cantare in un giardino? E’ quello che faccio io con i miei studenti: la mia sala della musica si affaccia infatti su un grande giardino ai piedi di una montagna. Ogni volta che il suono esce libero, naturale e in grazia la risposta degli uccellini è immediata! Ed è diventata uno strumento che ci segnala che siamo sulla buona strada, che quel vocalizzo è buono.
Sta a noi concederci di onorare la nostra voce e il nostro canto come un mezzo per…
ognuno concluda questa frase come meglio preferisce.
Ed ecco due appuntamenti nei quali porterò il mio sentire musicale, condividendolo con voi.
Il primo è il concerto di sabato 25 maggio con il mio gruppo tutto al femminile, presso la chiesetta di San Gregorio a Caslino d’Erba.

Il secondo invece è rivolto ai bambini e ragazzi e dura una settimana!


Queste proposte sono parte della mia resilienza, del mio seminare per continuare il racconto, per accorciare le distanze (ma solo quelle inutili!).
Per dare voce, darci voce.
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Ancora novità…sorpresa!
Per prima cosa sono davvero grata per i due gruppi di lettura espressiva online che si sono creati questa settimana. Il mondo che si apre intorno alla ricerca vocale è talmente ricco e sfaccettato che non basta una vita per esplorarlo tutto! C’è ancora qualche posticino disponibile!
La sorpresa che vi condivido oggi è stata prima di tutto una sorpresa per me. Infatti nel mio ultimo viaggio in Senegal si sono mosse tantissime energie, ho conosciuto molte persone che hanno condiviso un pezzettino di progetto con me e ho avuto la possibilità grazie al mio prezioso amico e collaboratore Ablaye di “incontrare” questo posto stupendo che potrà accoglierci nel nostro prossimo viaggio. Ve lo mostro in questo video, nato e creato da una delle partecipanti al viaggio, Wissal, di cui vi parlerò con calma in un prossimo articolo, perché quello che succede, quando si incontra l’Africa in viaggi come questi, è sempre incredibile.
Dalla rete di relazioni creata ho immaginato e condivido con voi tre possibili tipologie di viaggio:
-culturale, spirituale, formativo (e tutti comprendono spiagge e pranzi al mare!!)
Proverò a raccontarveli man mano nei prossimi mesi in questo spazio, ma il programma è già pronto per chi volesse averlo subito, per chi già sente le farfalle nella pancia!
Come si fa per partire? Anche per questo basta scrivermi. Quando vengo raggiunta da qualche richiesta metto in moto il meccanismo, decidiamo la data, la tipologia di viaggio…il gruppo fa conoscenza, si parte!
Quindi se senti nel cuore anche solo una piccola scintilla che ti fa aver voglia di saperne di più ti prego di scrivermi perché come si dice in Senegal “prima di aspettare che sia Dio a darti, inizia tu a coltivare il tuo campo!” (Yalla Yalla bay sa toll)
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I prossimi appuntamenti!
Primavera di fermenti dove la voce è protagonista!
Onoriamo il nostro privilegio di poter parlare, raccontare, esprimerci!
Nel mese di maggio siete tutti invitati a due momenti importantissimi, dove poter godere insieme del nostro meraviglioso strumento vocale.
Il primo appuntamento:
25 maggio ore 21.00 presso la Chiesetta di San Gregorio a Caslino d’Erba, “Un coro per raccontare“. All’interno del FuoriFestival organizzato dalla Biblioteca di Caslino d’Erba e Biblioteca di Castelmarte.
Con un piccolo e compatto gruppo tutto al femminile eseguiremo brani musicali tratti dalla tradizione popolare d’autore, viaggeremo tra le diverse regioni d’Italia e ci apriremo al di là dei suoi confini per raggiungere anche luoghi lontani.
Si tratta di un progetto nato più di un anno fa, che ha come obiettivo quello di accompagnare nella scoperta e nel piacere del cantare insieme un gruppo al femminile.
L’ingresso è gratuito, vieni a conoscerci, canta con noi!
Il secondo appuntamento:
Ritornano a maggio gli appuntamenti online sulla voce, ripartono i 4 moduli di lettura espressiva per piccoli gruppi.
Scrivimi a bettinellialice@gmail.com per prenotare il tuo posto all’interno del gruppo e chiedere informazioni, i gruppi sono formati da un minimo di 3 a un massimo di 5 persone.
La modalità online permette di incontrare persone anche geograficamente molto lontane! Potrai confrontarti con accenti anche molto diversi dal tuo e godere della bellezza della varietà della lingua italiana.
I moduli sono composti da 4 o 5 appuntamenti a seconda del percorso che scegli.
E allora spero di vederti al concerto oppure online, ma prestissimo!
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I volti del Senegal
Ancora una volta il Senegal si è svelato a me, attraverso gli occhi delle persone che ho accompagnato, rivelando le sue innumerevoli facce, e so che ne scoprirò ancora altre. Il Senegal, come un quadro tridimensionale, che quando cambi il punto di osservazione rivela aspetti sempre diversi.
Come ogni Paese, intriso di vita e cultura, è in realtà costituito da tanti mondi che convivono negli stessi spazi, così anche questa Terra racchiude negli stessi centimetri di strada dimensioni multiple. La domanda è: tu viaggiatore quanti occhi hai per guardare?
E’ molto probabile che al tuo primo viaggio tu veda quello che ti è più facile osservare e che ti perda degli aspetti che per quanto importantissimi, in quel momento sono troppo lontani da te. Il rischio è quello di cadere nella trappola di cercare sempre e solo se stessi o semplicemente di non avere nessuno in grado di decodificare ciò che non fa parte del tuo linguaggio.
Quando accompagno i gruppi, il mio ruolo è esattamente questo: tradurre non solo dal francese all’italiano, ma anche i simboli, ciò che accade tra le persone, spiegare un tono di voce, uno sguardo…
E quest’anno ho avuto la fortuna di avere al mio fianco un occhio capace di cogliere gli aspetti che provavo a raccontare. L’occhio di Wissal. Ecco alcune immagini raccolte con lei e dalle quali nascerà una presentazione intitolata appunto “I Volti del Senegal”.
La dimensione spirituale

La dimensione culturale

La dimensione naturale

La dimensione umana, la famiglia

E ancora altre che avremo cura di mostrare alla nostra presentazione.
E per salutarvi un piccolo omaggio intitolato “Le mani del Senegal”:
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Diretta del 28 marzo
Il Sabar è una “danza” conosciuta da tutti in Senegal e praticata in modo più o meno consapevole…il Sabar è un’espressione di tipo popolare, che io incontrai per la prima volta in strada: infatti la si può incontrare anche casualmente, passeggiando per le strade di Dakar, in feste, matrimoni, battesimi. E prevede un uso del corpo e dell’energia davvero lontana, ad un primo incontro, da qualsiasi modalità vissuta per esempio qui in Italia. Posso dire che la prima volta che vidi ballare il Sabar in mezzo ad una strada (nonostante a teatro di cose ne avessi viste! ) rimasi a bocca aperta.
La prima delle quattro interviste alle quali sto lavorando sarà giovedi 28 marzo alle 18.00 su Facebook. Vi aspettiamo, Edvige Marino ed io, per accompagnarci, per condividere se vi va con domande e interazioni.
La diretta sarà dedicata al Sabar e in particolare a come viene sviluppato e quali risvolti sociali e culturali fa nascere in Italia.

E questo è un discorso che mi tocca da vicino: infatti la mia ricerca artistica è volta a ricercare modalità comunicative autentiche e in dialogo con la nostra attualità, ad osservare le dinamiche che si creano dall’incontro di elementi culturali diversi ed è una ricerca che faccio quotidianamente anche con chi viene a studiare da me.
Ma perché iniziare proprio con questa intervista? Ci sono alcuni punti fermi intorno ai quali si snoda la mia ricerca: la mia formazione artistica, l’Islam e la sua spiritualità e il tema dell’incontro con il Senegal.
La connessione con Edvige e la sua esperienza di Sabar racchiude tutti questi elementi.
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I miei ospiti!
Continuano i miei piccoli passi verso l’incontro, lo scambio, la conoscenza. In questi ultimi mesi il mio lavoro principale è stato quello di provare a mettere a fuoco il mio ruolo, di capire come comunicarlo prima di tutto a me stessa e poi agli altri.
Ne è risultato un quadro che mescola e dà forma al mio percorso artistico e vocale, là dove la voce è strumento, comunicazione, insegnamento, autenticità, spiritualità.
Il cammino si crea camminando, e quando la strada è nuova, non tracciata, è importante far dialogare le parti di sé perché possano sintetizzarsi in un tutto originale!
E così in questi mesi di grande lavoro mi sono fatta coraggio per darmi voce e ho progettato qualcosa a cui tengo particolarmente ma che non avrei mai immaginato di riuscire a fare: ho contattato degli ospiti, delle persone che stimo per il loro impegno artistico, culturale, sociale e ho chiesto loro di concedermi un’intervista attraverso delle dirette Facebook.
Ho buttato il cuore oltre l’ostacolo e ho deciso di mettermi in gioco intessendo legami, bussando alle porte e provando a portare un mio punto di vista.
Superfluo dire quanto sarebbe importante per me la vostra partecipazione alle dirette: perché come dico spesso ai miei allievi, bisogna lavorare perché la voce arrivi chiara e comprensibile ma allo stesso tempo è fondamentale la presenza di orecchie capaci di ascoltare! Le vostre interazioni sono per me la bussola, la lanterna che illumina il cammino e mi aiuta a capire se sono sulla buona strada.
La prima intervista delle quattro che sto progettando sarà durante il mese di marzo (a breve vi dirò la conferma della data) e vedrà protagonista una donna molto speciale che si chiama Edvige Marino.
Evri Day (il suo nome d’arte) è una delle pochissime donne occidentali che a mio avviso stanno lavorando con grande serietà ed umiltà per diffondere una danza che nasce in Senegal, il Sabar, con rispetto per la tradizione ma nello stesso tempo cercando una forma di autenticità nel riprodurre e ballare questa danza in Italia.
Un’intervista che può coinvolgere tutti gli amanti della danza, dell’ Africa, ma anche tutte le persone che sentono il bisogno di aprirsi alla bellezza della complessità del nostro mondo attuale. Perché è con la conoscenza e l’incontro che abbattiamo paure, luoghi comuni, gabbie e bugie sull’Altro.